Le sorgenti termali sono affioramenti di acque sotterranee a cui si sono legate via via le varie sostanze presenti nel sottosuolo. L’acqua termale si differenzia dalle acque dolci per la temperatura che in genere supera i 20°C e per la presenza o meno di specifici sali minerali.
Le acque termali si possono classificare sia in base alla quantità di sali disciolti in esse, sia in base alla loro temperatura.
Le acque oligominerali hanno un residuo inferiore a 0,2 g/l, quelle mediominerali fra 0,2 e 1 g/l e quelle minerali superiore a 1g/l.

La durezza dell’acqua è invece data dal contenuto di sali di calcio e magnesio e viene espressa in gradi (francesi, inglesi o tedeschi).
Le acque considerate fredde hanno una temperatura inferiore a 20°C, quelle ipotermali tra 20 e 30°C, quelle termali fra 30 e 40°C e quelle ipertermali superiore a 40°C.
Le acque oligominerali vengono solitamente imbottigliate e proposte come acqua da tavola. Sono indicate nelle patologie connesse alla diuresi come le calcolosi renali e le infezioni delle vie urinarie.

Le acque mediominerali, anche se più salate rispetto al quelle oligominerali, possiedono all’incirca le stesse caratteristiche.
Le acque arsenicali-ferrugginose, non molto diffuse in Toscana, sono indicate per le malatie del sangue, per le anemie, per l’ipertiroidismo e hanno una funzione antistress.
Le acque bicarbonate, anch’esse non molto diffuse, favoriscono la digestione combattendo l’acidità e sono valide per il fegato e per il pancreas.
Le acque bicarbonato-alcalinoterrose, più diffuse rispetto alle precedenti, ne possiedono le stesse peculiarità.
Le acque carboniche, laddove usate per la balneoterapia hanno un’azione vasodilatatrice, mentre se usate per bere favoriscono la digestione.
Le acque salse si divodono in: acque cloruro-sodiche, acque salso-iodiche e acque salso-bromo-iodiche. Le prime possiedono in prevalenza il cloruro di sodio, che ne rende salato il sapore, e sono particolarmente indicate per l’obesità, il diabete, e per le malattie dell’apparato gastro-intestinale. Le acque salso-iodiche e quelle salso-bromo-iodiche, ricche di cloruro di sodio,iodio, litio, stronzio, acido borico, calcio e magnesio, vengono generalmente impiegate nella balneoterapia per curare stati infiammatori (metriti, disfunzioni ovariche, infezioni delle prime vie respiraorie, reumatismi e traumi articolari).
Le acque solfate si caratterizzano per la loro funzione sia locale che generale. Usate nella balneoterapia hanno un’azione benefica sulla cute e sulle zone contenenti cheratina come unghie e capelli; usate invece come inalazioni portano benefici all’apparato respiratorio con azione anticatarrale; e se assunte come bevanda aiutano l’apparato digerente e quello urinario. Tra le azioni generali ricordiamo quella antiallergica, quella sulle malattie croniche articolari e quella disintossicante. Queste acque sono particolarmente indicate per curare bronchiti croniche e asmatiche, sinusiti, riniti, esiti di fratture, reumatismi, acne e orticaria.
Le acque sulfuree sono indicate soprattutto per la cura delle vie respiratorie (stati catarrali e infiammatori) e per le malattie cutanee (psoriasi, eczemi, seborrea).
Le acque radioattive invece aumentano la diuresi, hanno un’azione antiallergica e sedativa, stimolano le ghiandole endocrine e la circolazione. Inoltre vengono utilizzate per combattere i reumatismi e le nevralgie.