Immaginate una bellissimo pomeriggio d’estate, quando il sole ha superato il punto più alto del suo percorso e scende verso ovest, dove presto scomparirà sotto l’orizzonte. Avete appena lasciato il maneggio alle vostre spalle, siete sul dorso di un robusto cavallo e state percorrendo un piccolo sentiero che entra nella campagna, dove i segni del passaggio dell’uomo sono sempre meno evidenti.

Lasciate le strade e le case alle vostre spalle e rimanete soli con la natura, con i suoi colori e rumori. Il silenzio è rotto a momenti dai canti degli uccellini o delle cicale che a loro volta sono coperti dai lenti e pesanti passi del cavallo. Al vostro fianco scorre il fiume che scende veloce senza freni lungo il declivio del suo letto. Siete alti da terra, a quasi due metri di altezza, tenete strette le briglie tra le mani, tesi come corde, perché non riuscite a capire i movimenti scoordinati ed improvvisi del cavallo. Dopo poco tempo prendete sicurezza e riuscite ad assecondare l’andamento ondeggiante e potete cosi iniziare a godervi i suggestivi paesaggi che vi circondano.